Wednesday 22 May 2019

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31^ edizione 2019

Il 31° Festival nazionale "Maschera d'Oro" ai Soggetti Smarriti di Treviso

È la compagnia Soggetti Smarriti di Treviso la vincitrice della 31ª edizione del Festival nazionale Maschera d'Oro. La formazione della Marca ha convinto la giuria con lo spettacolo "Tramonto" di Renato Simoni, per la regia di Franco Demaestri, che ha avuto la meglio, nella scelta finale, sulle sue più dirette avversarie: il Gruppo Giovani 2000 di Brescia con il musical "Nel regno di Oz", per la regia di Alessandra Portesi e Gisella Brunetti, e il Teatro dei Dioscuri di Salerno, in lizza con "Uomo e galantuomo" di Eduardo De Filippo, per la regia di Antonio Caponigro.

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"Maschera d'Oro": la sfida a tre è fra Gruppo Giovani 2000 Teatro dei Dioscuri e Soggetti Smarriti

Gruppo Giovani 2000 di Brescia per "Nel regno di Oz", dal racconto di Lyman Frank Baum, regia di Alessandra Portesi e Gisella Brunetti; Teatro dei Dioscuri di Salerno per "Uomo e galantuomo" di Eduardo De Filippo, regia di Antonio Caponigro; Soggetti Smarriti di Treviso per "Tramonto" di Renato Simoni, regia di Franco Demaestri. Queste le tre compagnie scelte dalla giuria per contendersi la vittoria al 31° Festival nazionale "Maschera d'Oro", organizzato dal Comitato Veneto della Federazione Italiana Teatro Amatori (Fita) con partner come Regione del Veneto, Comune di Vicenza, Il Giornale di Vicenza, Fita nazionale e Confartigianato Imprese Vicenza - che mette in palio il suo 25° Premio Faber Teatro - e con il patrocinio, tra gli altri, della Provincia di Vicenza e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

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Al festival "Maschera d'Oro" sabato 23 marzo "Tramonto" di Renato Simoni

Con "Tramonto" di Renato Simoni, allestito dalla compagnia Soggetti Smarriti di Treviso (neonata formazione della Marca, subito entrata nella rosa dei finalisti), si chiude sabato 23 marzo alle 21, al Teatro San Marco di Vicenza, la fase di gara della 31ª edizione della "Maschera d'Oro", il festival nazionale organizzato dal Comitato veneto della Federazione Italiana Teatro Amatori (Fita).
Diretto da Franco Demaestri, il testo scritto nel 1906 dal veronese Simoni - che fu drammaturgo ma anche giornalista, librettista, sceneggiatore e critico teatrale di spicco - è tra i più rappresentativi della drammaturgia veneta dei primi del Novecento, affresco del tramonto di un mondo di certezze sia individuale, incarnato nella vicenda del conte Cesare, sia collettivo, quasi premonitore dei tragici eventi che porteranno, pochi anni più tardi, al primo, lacerante conflitto mondiale.

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Al festival "Maschera d'Oro" sabato 16 marzo "Uomo e galantuomo"

Il grande teatro di Eduardo De Filippo protagonista del sesto appuntamento con la 31ª edizione della "Maschera d'Oro", il festival nazionale organizzato dal Comitato veneto della Federazione Italiana Teatro Amatori (Fita). Sabato 16 marzo alle 21, al Teatro San Marco di Vicenza, la compagnia Teatro dei Dioscuri di Campagna, in provincia di Salerno, proporrà infatti lo spettacolo "Uomo e galantuomo", per la regia di Antonio Caponigro.
Scritto nel 1922 e inserito dall'autore napoletano nel ciclo "Cantata dei giorni pari", questo testo è un grande gioco di contrasti: fra comicità e dramma prima di tutto, tra momenti di esilarante divertimento e stimoli alla riflessione; ma anche fra ricchezza e miseria, fra attori e personaggi, e fra uomini e galantuomini, ciascuno visto nel suo essere e nel suo apparire, in un evidente richiamo a quelle tematiche che Eduardo, profondamente, condivideva con Luigi Pirandello e il suo teatro.

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Al festival "Maschera d'Oro" sabato 9 marzo "La serva amorosa"

È La Barcaccia di Verona la quinta finalista di scena, sabato 9 marzo alle 21, al Teatro San Marco di Vicenza, per la 31ª edizione della "Maschera d'Oro", festival nazionale organizzato dal Comitato veneto della Federazione Italiana Teatro Amatori (Fita).
La celebre formazione scaligera, come sempre diretta da Roberto Puliero, tenterà la conquista del gradino più alto del podio con "La serva amorosa" di Carlo Goldoni, commedia del 1752 nella quale l'autore, fin dal titolo, pone al centro una sua tipica figura femminile: quella della serva saggia e affettuosa, sinceramente interessata al bene del suo padrone e della sua famiglia. Così è infatti Corallina, personaggio che Goldoni, nella prefazione al testo, sosteneva apertamente contro chi la riteneva troppo intelligente e di buon cuore per essere vera: «Io ne ho conosciute - scriveva infatti - delle bene educate, delle pronte di spirito, capaci de' più difficili, de' più delicati maneggi». Ma in senso più ampio, è l'universo femminile in generale ad essere sostenuto da Goldoni, che in quel Settecento in bilico fra innovazione e conservatorismo fu certamente un progressista quanto a considerazione per le donne.

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