Thursday 23 Nov 2017

You are here Compagnie Treviso Gruppo Amici del Teatro di Roncade

Gruppo Amici del Teatro di Roncade

Anno di fondazione: 1996
Presidente: Stefano Risato
Indirizzo: Via Dary, 6 - 31056 Roncade (TV)
Telefono: -
Facebook: -
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sito web: www.teatroroncade.org
Referenti: Alberto Moscatelli - 345 8264936

Spettacoli disponibili


OTTO DONNE
di Robert Thomas

Regia di Alberto Moscatelli

Tipo di teatro: commedia, giallo, noir

FOTOFOTO
Commedia? Giallo? Noir? Dramma? C'è un po' di tutto, condito da un sano divertente umorismo, nella vicenda di queste Otto donne che ruotano intorno alla vita del padrone di casa, Marcel, trovato morto nella propria camera da letto, mentre tutta la famiglia si stava preparando per festeggiare il Natale. La Moglie, le Figlie, la Cameriera, la Governante, la Cognata, la Suocera, la Sorella... tutte hanno un movente! Ma una forte nevicata e i fili del telefono tagliati impediscono ogni contatto con l'esterno. Bloccate in casa, sono costrette a fronteggiarsi e giustificarsi le une con le altre. Una serra di fiori che si riveleranno per lo più carnivori, una sorta di convento di clausura nel quale rancori e rivalità si rivelano attraverso stilettate dolci e letali, svelando la fragilità di un groviglio di rapporti interpersonali. L'intrigo giallo si frantuma sotto il peso dei silenzi e dei sottintesi non meno che delle incessanti rivelazioni. Regnano il sospetto e la diffidenza... Le ore passano, le ipotesi si susseguono... Un finale a sorpresa, un mistero tutto da scoprire e da seguire attraverso bugie, segreti celati e svelati, che trasmettono allo spettatore un turbinio di alternanti emozioni comiche, grottesche, drammatiche.

ELETTRA, CON IL VENTO
di Alfredo Balducci

Regia di Alberto Moscatelli

Tipo di teatro: lingua, drammatico, satirico,brillante

FOTOFOTO
Il mito di Elettra fluttua con il vento nella trama dello spettacolo, ma il vento, si sa, è imprevedibile, così come sono imprevedibili i due improbabili cantastorie che ci accompagnano alla scoperta delle vicende della famiglia De Atrexis: Agam, ucciso, a ritorno dalla guerra, dalla moglie Clitty e dal suo amante Egir, sarà vendicato dai figli Eletta ed Orel... o forse no? Il soffio di Balducci rivisita il mito, portando, prima, in alto le vicende fino al piano aulico dell’epica e poi riportandole più in basso, al piano ironico del racconto, il tutto in perfetto equilibrio. La valenza assoluta del mito, infatti, rimane intatta perché sonda interrogativi fondamentali per l’uomo: esiste una via di fuga, una possibilità di scelta in una esistenza che sembra ripetersi in un infinito moto ciclico, in un meccanismo inesorabile, nonostante la ribellione degli interessati? L'ambiguità dell'esistenza nella quale le parti si invertono e ognuno può passare da vittima a carnefice o viceversa, costituisce davvero il destino ineluttabile di ogni uomo? Siamo certi che il vento potente della storia dell’uomo di ogni tempo saprà insinuarsi anche nell'anima dello spettatore più perplesso...

LA STREGA
di Agostino Santolin

Regia di Alessandro Iannetta e Daniele Gobbo

Tipo di teatro: dramma

FOTOFOTO
La vicenda di Giorgina, l'erbera del villaggio, è simile a molte altre realmente accadute durante i secoli bui della caccia alle streghe. A lei si rivolgono compaesani e non per chiedere decotti e infusi medicamentosi contro i malanni. Ma quando giunge la notte, ecco che i favori chiesti sono di tutt'altra natura: fatture, pozioni magiche, incantesimi tanto fantasiosi quanto inutili, che lei prepara in cambio di un po' di cibo o qualche moneta. A causa di questi suoi "poteri" è ricercata, ma anche guardata con timore e morbosa curiosità al tempo stesso. L'ignoranza e il pregiudizio, infatti, spingono le stesse persone che hanno bussato alla sua porta a fomentare la maldicenza e il sospetto nei suoi confronti tanto da portarla davanti all'Inquisizione. Solo il matto del paese sembra vedere la crudeltà di ciò che sta accadendo, ma le sue grida sono solo un'eco lontana di una verità che la gente del paese non può e non vuole sentire. Il fenomeno della caccia alle streghe non cessa di attirare l'attenzione di storici e ricercatori, forse perché l'intolleranza e l'odio verso i "diversi" non sono ancora ricordi del passato e il sonno della ragione non ha ancora terminato di generare mostri.

NO TE CONOSSO PIU'
di Aldo de Benedetti

Regia di Alberto Moscatelli

Tipo di teatro: dialetto, brillante

FotoFoto    
Nella Treviso negli anni '60, in casa Malipieri, ambiente apparentemente sereno e tranquillo, è scoppiato il dramma: Luisa non riconosce più il marito Paolo e, ritenendolo un intruso, lo vuole cacciare di casa. Il professor Pierferdinando Spinelli, medico psichiatra, diagnostica un vuoto di memoria che si spera limitato nel tempo. Ma la guarigione non sarà così immediata- Le cose si complicano ulteriormente con l'arrivo dall'Inghilterra dell'invadente zia Clotilde, esuberante scrittrice inglese, e di sua figlia Evelina. Tra un equivoco e l'altro, marito, moglie e dottore si ritrovano ad analizzare le loro condizioni - rispettivamente di marito, moglie e scapolo - e, più in generale, il significato ultimo del matrimonio. Ma quando ormai sembra tutto risolto ed il sipario già sta calando, arriva sul pubblico il colpo di scena finale. Con uno stile secco e pungente, viene analizzata e portata alla ribalta la crisi della borghesia e dei suoi riti famigliari, denunciando il vuoto di passione e sentimenti che l'esteriorità perfetta del rapporto di coppia tenta inutilmente di nascondere. Questa commedia, scritta originariamente da Aldo de Benedetti nel 1932, viene qui riproposta in una inedita traduzione in dialetto trevigiano a cura di Gigi Mardegan.

LA BOTTEGA DEL CAFFE'
di Carlo Goldoni

Regia di Renzo Santolin

Tipo di teatro: lingua/dialetto, brillante

FotoFoto    
E' il "quadro" di una piazzetta di Venezia e della vita che attorno ad essa gravita, dove gli "attori" dei vari ceti sociali sono presentati in modo vivo, quasi spietato, incarnandone tutta la quotidianità, la ritualità di gesti e situazioni. Tutto si svolge intorno alla bottega del caffè, luogo di ritrovo di avventori abituali e di passaggio, il cui proprietario, Ridolfo, tiene, con maestria, le fila degli avvenimenti causati da Don Marzio, gentiluomo indiscreto e, suo malgrado, seminatore di zizzania. Commedia a lieto fine, ma... la "arringa difensiva" di Don Marzio, rappresenta una curiosa, simpatica ma spietata attualità.