Riprendiamo a parlare di reading da dove ci eravamo interrotti nel numero estivo di fitainforma. Grazie all’approfondito intervento di Paolo Canova
, avevamo affrontato i diversi aspetti tecnici collegati a questo tipo di performance, che sempre più spesso porta la recitazione al di fuori del suo luogo deputato – il teatro, appunto – collocandola in situazioni molto diverse, dalla libreria al caffè, dalla piazza all’aula scolastica, alla biblioteca. In questo secondo e ultimo appuntamento cercheremo invece di dare qualche utile indicazione sugli adempimenti burocratici da rispettare, che spaziano dalla Siae ai regolamenti dei Comuni in cui l’evento si svolge, cercando di fare chiarezza sulle incombenze in capo alla compagnia o all’artista e/o al gestore/responsabile del locale.
Il reading, anche se spesso proposto in ambienti diversi da un teatro, è a tutti gli effetti un allestimento teatrale,e come tale deve rispettare una serie di regole che vannodal diritto d’autore ai permessi comunali (con relative imposte), alle norme sulla sicurezza e via dicendo.
Come spesso avviene in Italia, a questo punto, è d’obbligo un’annotazione: nonostante l’Italia sia unita da 150 anni, non sempre unitarie sono le normative, cosicché il primo consiglio è quello di contattare – o di far contattare dal gestore del locale in cui il reading si dovrà svolgere – il Comune di pertinenza, per sapere quali obblighi debbano essere rispettati e come. Va poi ricordato che in alcuni Comuni sono in vigore regolamenti o disposizioni particolari per quanto riguarda sia l’utilizzo del suolo pubblico sia, soprattutto, gli orari entro i quali vari tipi di spettacolo devono svolgersi in luoghi o locali pubblici, all’apertoo al chiuso. L’importante è quindi informarsi bene e tempestivamente, così da non incorrere in sanzioni.
Lo stesso discorso vale per la Siae, e anche in questo caso la cosa migliore da fare è muoversi per tempo e contattare l’agenzia Siae competente. In genere i reading sono composti da parti di testo e parti musicali e la Siae può avere “giurisdizione” su entrambe, se quello che viene utilizzato è materiale registrato e quindi sottoposto alle norme relative al “diritto d’autore”.
Nel sito della Siae (www.siae.it) c’è la voce U.R.P. (Ufficio Relazioni con il Pubblico), dalla quale si può accedere alla voce “utilizzatori” e da lì scegliere la materia che più interessa. Una volta appurato, dunque, che la musica che intendiamo utilizzare è coperta dalla Siae, si ricade in quanto previsto per l’uso della musica in qualunque genere di spettacolo: “Se la musica – si legge tra l’altro – è un elemento complementare allo spettacolo (ad es. in rappresentazioni teatrali o proiezioni cinematografiche) l’aliquota è sensibilmente inferiore (ad esempio il 3,33% per le rappresentazioni teatrali e il 2,10% per le proiezioni cinematografiche; inferiore rispetto al normale 10% richiesto, ndr). In caso l’organizzatore – si legge poi – non abbia introiti di alcun genere, e quindi lo spettacolo sia effettivamente gratuito, vengono applicati compensi minimi in cifra fissa, a seconda della capienza del luogo di spettacolo o dell’affluenza del pubblico”.
Per quanto riguarda poi il testo, il reading è uno spettacolo e come tale, se propone un’opera tutelata dalla Siae, deve rispondere a quanto segue: “I Gruppi Amatoriali – si legge nel sito – devono richiedere il’Permesso Spettacoli e Trattenimenti'(mod. 116) presso l’Ufficio SIAE competente per territorio, precisando tutti gli elementi necessari all’individuazione del testo teatrale: titolo, autore, traduttore in lingua italiana. L’ufficio SIAE, quando possibile, rilascia l’autorizzazione, specificando il compenso per ogni spettacolo; nel caso di un repertorio per cui è necessario inviare una richiesta formale agli uffici della Direzione Generale, fornisce una risposta interlocutoria. Si precisa che in caso di repertorio estero, il permesso di utilizzazione è subordinato all’autorizzazione del Concessionario avente diritto. Pertanto, la richiesta di rappresentazione dovrà essere indirizzata via fax o e-mail all’Ufficio Permessi della Direzione Generale, utilizzando il mod. 214, compilato dalla Compagnia richiedente in tutte le sue parti”. fin qui quello che è scritto nel sito. Per il resto, se avete dei dubbi, un giretto alla Siae è sempre la cosa migliore.
Alessandra Agosti
