Anno di fondazione: 1990
Presidente: Giovanni Maimone
Indirizzo: Via G. Mameli, 9 – 30027 S. Donà di Piave (VE)
Telefono: 042143259 – 3351278073
Facebook: afenestra
E-mail: giomaimone@teletu.it
Sito web: www.afenesta.com
Referenti: Domenico Randolo – 3483329093 – drandolo@gmail.com
Spettacoli disponibili
NON TI PAGO di Eduardo De Filippo
Regia di Domenico Randolo
Tipo di teatro: comico, dialetto napoletano
La commedia racconta la storia di Ferdinando Quagliuolo, erede del banco del lotto del padre defunto Don Saverio, il cui fantasma appare in sogno come dispensatore di numeri vincenti. Quando il suo impiegato Bertolini vince al lotto grazie a uno di questi sogni e vuole sposare sua figlia, Ferdinando – convinto che i numeri spettassero a lui – si impadronisce del biglietto e rifiuta di pagare, cadendo progressivamente nella follia. Il conflitto familiare cresce fino a un epilogo tragicomico, in cui l’“anatema” lanciato da Ferdinando porta sfortuna a Bertolini. Come in altre opere, il pranzo diventa una metafora del teatro, e tutto si conclude simbolicamente intorno a un piatto di spaghetti con un colpo di scena finale.
NATALE IN CASA CUPIELLO di Eduardo De Filippo
Regia di Domenico Randolo
Tipo di teatro: tragicomico, dialetto napoletano
Scritta nel 1931 e rielaborata nel 1943, “Natale in casa Cupiello” è una delle commedie più curate da Eduardo De Filippo, incentrata sul culto del presepe come simbolo di un sogno familiare idealizzato. Il protagonista Luca Cupiello, ingenuo e sognatore, si rifugia nella costruzione del presepe per evadere da una realtà domestica segnata dai conflitti: la moglie esasperata, il figlio ribelle ai valori paterni e la figlia coinvolta in una relazione extraconiugale. Quando la verità familiare esplode, Luca non regge il dolore e sprofonda nella malattia e nel silenzio, fino a un epilogo amaro e ironico, in cui benedice senza saperlo l’unione della figlia con l’amante, suggellando il crollo definitivo del suo sogno di armonia familiare.
FILUMENA MARTURANO di Eduardo De Filippo
Regia di Domenico Randolo
Tipo di teatro: brillante, dialetto napoletano
Eduardo considerava questa commedia come “la più cara delle sue creature” e in effetti è quella che ha commosso di più le platee di tutto il mondo per l’umanità e la drammaticità dei temi toccati. La scena si apre su Filumena, ex prostituta e Domenico Soriano. Domenico è furioso perché è stato appena costretto a sposare la donna, sua convivente da molti anni, che si è finta in punto di morte. Filumena rivela a Domenico la ragione del suo gesto: dare un cognome ai suoi tre figli di cui aveva sempre taciuto l’esistenza. Domenico, che intende sposare Diana, l’infermiera che ha assistito Filumena durante la sua finta malattia, affida all’avvocato Nocella lo scioglimento del matrimonio. Filumena confessa a Domenico che uno dei tre ragazzi è suo figlio, ma non intende rivelargli quale per non danneggiare gli altri. Inizia così la lenta trasformazione di Domenico alla vana ricerca dell’identità di suo figlio.
QUESTI FANTASMI! di Eduardo De Filippo
Regia di –
Tipo di teatro: drammatico
La commedia racconta di Pasquale Lojacono e della moglie Maria, che si trasferiscono in un appartamento di un antico palazzo. Pasquale, ignaro della verità, accetta di vivere lì gratis in cambio di smentire le voci sui fantasmi che infesterebbero la casa. Suggestionato dal portiere, scambia Alfredo, l’amante di Maria, per uno spirito e, grazie ai suoi “regali”, crede che il fantasma voglia aiutarlo. Quando Maria decide di fuggire con Alfredo, la confusione cresce: i parenti della donna, venuti per accusarla di adulterio, vengono anch’essi presi per fantasmi. Alla fine, Alfredo si riconcilia con la moglie e Pasquale, rimasto solo e povero, incontra di nuovo l’uomo, che egli continua a credere un fantasma. Confidandogli il suo amore per Maria e la sua impotenza di fronte alla miseria, commuove Alfredo, che finge ancora di essere uno spirito e gli dona del denaro, chiudendo la vicenda con una nota di malinconica ironia.
NAPOLI MILIONARIA! di Eduardo De Filippo
Regia di –
Tipo di teatro: melodramma
Gennaro Jovine, povero abitante di un “basso” napoletano, durante la guerra, assiste impotente alla borsa nera che la moglie Amalia e i figli fanno per sopravvivere, e, durante un sopralluogo della polizia, è costretto a fingersi morto per non far scoprire la merce. Gennaro viene fatto prigioniero e Amalia intrattiene un’amicizia, non solo d’affari, con il giovane Errico Settebellizze, mentre la figlia Maria Rosaria rimane incinta di un soldato americano, e il figlio diventa ladro d’auto. Gennaro ritorna improvvisamente dalla prigionia, mentre tutto il vicolo festeggia a casa sua il compleanno di Errico. Nell’euforia generale nessuno vuole ascoltare le sue vicende. Gennaro abbandona il pranzo e va a vegliare Rituccia, la figlia più piccola, gravemente ammalata. A fornire la medicina giusta sarà il ragionier Spasiano, a cui Amalia, con la borsa nera, ha tolto ogni bene: “ha da passà ‘a nuttata” per superare la crisi di Rituccia, della famiglia, di Napoli.
