Anno di fondazione: 1988
Presidente: Roberto Zamengo
Indirizzo: Via F. Confalonieri, 6 – 30030 Salzano (VE)
Telefono: –
Facebook: Teatroimmagine
Instagram: teatroimmagine
E-mail: info@teatroimmagine.com
Sito web: www.teatroimmagine.com
Referenti: Roberto Zamengo – 3356032298 – r.zamengo@teatroimmagine.com
Spettacoli disponibili
ODISSEA di Marco Ballestracci e Roberto Zamengo
da Omero?
Regia di Benoit Roland
Tipo di teatro: commedia dell’Arte, italiano, dialetti e non solo
Un esperimento comico e letterario straordinario! Trasformare l’Odissea in un’epopea lagunare significa sostituire i mostri mitologici e le tempeste del Mediterraneo con le secche, i personaggi tipici e le insidie quotidiane di Venezia e delle sue isole.
DEBUTTO MARZO 2027
LE ALLEGRE COMARI
di Benoit Roland e Roberto Zamengo
da W. Shakespeare e G. Verdi
Regia di Benoit Roland
Tipo di teatro: commedia dell’Arte, italiano, inglese, dialetto
Sir John Falstaff, trovandosi senza denaro, decide di corteggiare due ricche donne veneziane sposate, la signora Vio e la signora Pagan, inviando loro due lettere d’amore identiche, con l’obiettivo di ottenere il denaro posseduto dalle due ma… grandi sorprese lo attendono con grande divertimento di tutti!
I SEMI DELLA FOLLIA – DELITTO A VENEZIA di Benoit Roland e Roberto Zamengo da E. Labiche
Regia di Benoit Roland
Tipo di teatro: grottesco, italiano, veneto e non solo
Trent’anni dalla fondazione di Teatroimmagine, celebrando questo traguardo con un nuovo progetto. Una sfida intrigante e folle accettata non senza pensare alla nostra tradizione di Commedia dell’Arte. Qualcosa di così diverso da creare una sensazione di agitazione e curiosità nello spingersi verso nuovi territori mai visitati prima. Affrontare un vaudeville, genere teatrale settecentesco di origine francese, ambientandolo nei psichedelici anni ’70 è stato come rivedere un film in bianco e nero ma questa volta con tutti i colori, reali ed anche di più… una realtà amplificata, popolata da personaggi grotteschi eppure estremamente veri. L’opera di Eugene Labiche “L’affaire de rue de Lourcine”, scritta nel 1857, ambientata nella Francia dei salotti borghesi parigini viene catapultata nella Venezia dell’epoca post beatles. La città lagunare così mondana e internazionale ma in fin dei conti così provinciale, incarna vizi e virtù soprattutto delle classi più agiate, con tutti gli stereotipi propri di una generazione aperta al cambiamento proposto dalla rivoluzione culturale sessantottina ma anche così legata ai propri privilegi. Su questo sfondo si stagliano strani figuri che in bilico tra incubo e sogno, realtà e fantasia portano lo spettatore dentro ad un mondo bizzarro, stravagante, ironico, graffiante ma tremendamente verosimile.
LA STRANA STORIA DEL DR. JEKYLL & MR. HYDE
di Benoit Roland
Regia di Benoit Roland
Tipo di teatro: commedia dell’Arte
Perché il “Dottor Jekyll & Mr. Hyde”? Quando ho riletto “Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyde”, scritto nell’800 dallo scrittore inglese R.L. Stevenson, mi sono fatto avvolgere dall’atmosfera londinese, a tal punto di sentirne gli odori delle strade e del Tamigi, i rumori dei passi e dell’acqua, le luci dei lampioni e delle case di notte, il tutto ovattato dalla nebbia. Subito mi son venuti alla mente immagini di Venezia, i rumori dei passi nelle calli buie, l’acqua dei canali, la sirena dell’acqua alta, il torpore delle luci dei palazzi e dei campielli. La nebbia londinese somiglia stranamente al “caigo” veneziano, a tal punto che le due città si possono fondere e confondere l’una con l’altra. E da qui è partita la mia rivisitazione di questo romanzo. Dalla bruma londinese escono il Dottor Jekyll e Mr Hyde e dal “caigo” veneziano sono usciti il Dottor Jacopo e Miss Heydi, Ottone e Tellurio, ma anche Teodolinda e Lucilla, Pantalone e Fontego. A differenza di R.L. Stevenson, per lo spettacolo non ho voluto lavorare sul lato “cupo e malvagio” del protagonista, ma sul contrario del carattere del personaggio, sull’antinomia, sull’opposto. Abbiamo affrontato le prove con l’intento di dare un senso a quest’ambivalenza dataci dal romanzo originale, utilizzando la chiave di lettura e di gioco della Commedia dell’Arte. Grazie a quattro brillanti attori, che prendono di petto questo tema interpretando, quasi in modo schizofrenico, il loro personaggio e il suo contrario, abbiamo fatto nostra questa storia. Ancora una volta il testo diventa solo un pre-testo per immaginare nuove situazioni, per parlare di temi attuali, per giocare e per divertirci con il pubblico e con la maschera, ovvero con le nostre personali “pozioni”, che ci permettono per il tempo dello spettacolo di diventare qualcun altro.
IL MERCANTE DI VENEZIA – RACCONTATO DAI COMICI
di Pino Costalunga
da William Shakespeare
Regia di Benoit Roland
Tipo di teatro: grottesco, italiano, veneto e non solo
Su di un palcoscenico, dei Commedianti dell’Arte di una compagnia di terz’ordine, vogliono intrattenere il pubblico raccontando una storia lugubre e strana: quella dell’usuraio Shylock che pretende una libbra della carne dell’odiato Antonio, come interesse per una somma prestata.
È il “Mercante di Venezia” shakespeariano, che si avvale delle maschere della tradizione italiana per narrare, divertendo, l’imbroglio, la menzogna e la perversione dei rapporti basati solo sul valore del danaro…
Una storia antica che riesce a parlare ancora e forse più fortemente a noi uomini di oggi. In questo nostro “Mercante”, protagonisti, come detto, sono la Maschera, che rappresenta l’ambiguità e la bugia ed il Palcoscenico, quale spazio dell’azione, come la vita è il teatro dell’umana finzione. Tutto l’intreccio delle relazioni tra questi Comici è basato su di un rapporto di dare ed avere, sull’uso della maschera per rubare “umanità”, rendendo così credibile la menzogna. E se il pubblico si divertirà a questo spettacolo e riderà di quello che sulla scena sta succedendo, sappia che sta ridendo amaramente di se stesso…
