ENRICO IV di Luigi Pirandello
Regia di Giovanni Handjaras e Alessandro Pietropoli
Tipo di teatro: drammatico
Enrico IV: il vero nome del protagonista non viene mai pronunziato; egli possiede solo quello dell’imperatore germanico, la cui parte impersonava durante una cavalcata in costume svoltasi nella sua lontana giovinezza. Il trauma seguito alla caduta da cavallo, provocata dal suo rivale in amore Tito Belcredi, lo ha tenuto imprigionato in quel personaggio lungo dodici anni d’inconsapevole innocenza. Per tutto questo tempo il nipote Carlo Di Nolli ha assecondato la sua innocua pazzia, facendolo vivere in un castello, in mezzo a compiacenti stipendiati che ne assecondano le fantasie e gli umori. Quando all’insaputa di tutti rinsavisce, “Enrico IV” si rende conto di essere stato defraudato della sua giovinezza e del suo futuro; così, nell’impossibilità di rientrare in possesso della sua vita, decide di continuare a recitare la sua pazzia.
AMLETO IN SALSA PICCANTE di Aldo Nicolaj
Regia di Alessandro Pietropoli
Tipo di teatro: commedia
Chi sa se Nicolaj si sia ispirato all’interpretazione che James Joyce dà dell’Amleto nel suo Ulisse? Lo spettro del re è l’attore Shakespeare, che ha pensato l’Amleto per recitare proprio la parte del fantasma. Parla a Burbage, il giovane attore che gli sta davanti, chiamandolo per nome e ordinandogli di ascoltare. Egli parla a un figlio, il figlio della sua anima poetica, il giovane principe Amleto, e al figlio del suo corpo, Hamnet Shakespeare, che è morto a Strattford perché il suo omonimo potesse vivere per sempre: “Io sono il padre assassinato, tua madre è la regina colpevole”. Ann Shakespeare, nata Hathaway.
L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ di Luigi Pirandello
Regia di Giovanni Handjaras e Alessandro Pietropoli
Tipo di teatro: drammatico
La commedia, più che dalla situazione, trae la sua forza da un personaggio particolarmente riuscito, quello di Paolino. Il protagonista ha un così alto concetto di sé, e parallelamente prova tanto disprezzo nei confronti di tutti gli altri e della loro supposta meschinità, che può arrivare a toccare il fondo più nero del compromesso morale, senza essere neppure sfiorato dal dubbio, anzi, riuscendo perfino a teorizzare l’indiscutibile positività del suo agire. E’ su quest’arte, che ognuno di noi conosce altrettanto bene, su quest’arte e non sull’ormai “scontata” ipocrisia borghese, che la commedia ci invita a riflettere. La versione del Leonardo mette l’accento, senza rinunciare alla coralità, sull’intensa figura del protagonista, il professor Paolino, icona senza tempo del compromesso morale.
BROKEN GLASS di Arthur Miller
Regia collettiva
Tipo di teatro: drammatico
1938, Brooklyn, New York. Sylvia Gellburg rientrando a casa dopo una serata trascorsa con il marito Phillip, cade improvvisamente a terra come una bambola di stracci. I medici diagnosticano una paralisi agli arti inferiori, ma tutti gli esami escludono cause fisiologiche che riescano a spiegarla. Il dottor Hyman, medico di famiglia, inizia un faticoso viaggio interiore con i due coniugi per scovare le cause remote di una malattia che più trascorre il tempo più pare avere complesse origini psichiche.
PARLAMENTO e BILORA di Ruzante
Regia di Giovanni Handjaras
Tipo di teatro: drammatico, dialetto veneto
Nel Parlamento si rappresenta la condizione disperata di Ruzante che, tornato povero e affamato da una guerra dove era corso spinto dalla speranza di arricchirsi “bottinizando”, rubando, a danno di qualche altro villano “di quei de’ nemisi”, sopravvissuto solo per esser scappato a rotta di collo, scopre di essere stato anche abbandonato dalla moglie, che in sua assenza, per sopravvivere, si è fatta mantenere da un bravaccio. Lo stesso mondo è rappresentato nel Bilora, dove il protagonista si reca a Venezia per riprendersi la moglie, portatagli via, consenziente, da un vecchio ricco. L’esito, che da comico si fa qui drammatico, ribadisce in altro modo il contrasto fondamentale tra mondo contadino e classe dominante.