Mezzo metro d’acqua nella sede Fita di stradella delle Barche 7, in pieno centro a Vicenza. Già pesantemente danneggiati dall’alluvione del 1° novembre 2010, gli uffici sono di nuovo tornati preda dell’acqua e del fango, con danni ad attrezzature, mobili e documenti. E questo nonostante il tempestivo intervento di alcuni volontari Fita, guidati dal presidente di Fita Veneto Aldo Zordan, che hanno fatto il possibile per salvare il salvabile.
In loro, come in tutti i vicentini tornati a vedere le proprie vite in balia della corrente, un misto di paura, sconforto e rabbia: “Ci risiamo – commenta amareggiato Zordan – ed è così ogni volta che il fiume si alza, dopo appena qualche ora di pioggia. È assurdo che si debba stare con il fiato sospeso ogni volta che inizia a piovere. E tutto questo sapendo che basterebbe mettere in pratica i lavori di protezione che sono già stati individuati… La sensazione è che, come troppo spesso accade, a vincere sia non tanto la pesantezza della burocrazia nell’amministrazione pubblica, ma la lentezza della volontà e della capacità di agire degli stessi amministratori pubblici”.
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