Anno di fondazione: 2009
Presidente: Gigliola Zoroni
Indirizzo: Via Randaccio, 10 – 36100 Vicenza
Telefono: –
Facebook: nautiluscantiereteatrale
E-mail: –
Sito web: www.nautiluscantiereteatrale.it
Referenti: Gigliola Zoroni – gigliolazoroni@yahoo.it – 3397501177
Spettacoli disponibili
COPA LA VECIA! di Piergiorgio Piccoli
da “La Zuppiera” di Robert Lamoureaux
Regia di Piergiorgio Piccoli
Tipo di teatro: brillante, veneto
In una famiglia contadina, la vecchia e tirchia Nena eredita campi e vigne, mentre il fratello Pippo, industriale in rovina per colpa della sua fabbrica di rubinetti, tenta di venderle le terre a un’azienda automobilistica per evitare la bancarotta. Nena però rifiuta, scatenando una serie di disastri. Istigati dalla cameriera Viviana, Pippo e la moglie pensano di ucciderla, ma i loro goffi tentativi falliscono. Coinvolgono allora un presunto killer, ma l’arrivo di un gentiluomo napoletano complica tutto, dando origine a equivoci e situazioni paradossali con poliziotti imbranati e malviventi impacciati. La storia, ricca di comicità e critica ai vizi umani come cupidigia e aggressività, diventa una divertente farsa. Il gruppo teatrale Nautilus mette in scena per la prima volta una commedia in dialetto veneto, caratterizzata da freschezza, vivacità e grande spirito comico.
Regia di –
Tipo di teatro: –
Una commedia molto divertente e graffiante, che attraverso l’ironia ed il dinamismo delle situazioni e le battute fulminanti mette in luce i contrasti e le debolezze nei rapporti tra gli universi maschile e femminile.
Il protagonista, Francois Dumoulin, si giostra con spregiudicatezza tra la vita domestica con la sua seconda moglie (peraltro amica della prima) ed alcune relazioni più o meno clandestine (un’amante “storica”, un’altra recente, e poi… chissà). Ce n’è abbastanza perché le situazioni si complichino e gli equivoci si moltiplichino, in un tourbillon di imprevisti e di divertimento. La vicenda si svolge la sera del compleanno di Francois, quando una festa a sorpresa scombina i suoi piani e dà l’avvio ad un incontrollabile climax comico, a cui partecipano e contribuiscono anche una surreale coppia di amici ed un aitante pasticcere incaricato di consegnare la torta.
IL COLPO GOBBO DEL DOTT. FRANKENSTIN
da “Il Dott. Frankenstein” di Mary Shelley e dal film “Frankenstein Junior” di Mel Brooks
Regia di Marina de Luca e Aristide Genovese
Tipo di teatro: brillante
La storia del medico e professore universitario Frederick Frankenstin che, per una fortuita serie di accadimenti, dovrà recarsi in Transilvania al castello dell’avo Dr. Frankenstein. Qui incontrerà personaggi comici quanto grotteschi, i quali gli faranno fortuitamente ritrovare gli appunti medici del nonno sulla creazione di un nuovo essere vivente a partire dal cervello e dalle membra di defunti. Frederick cercherà di dare vita a un umanoide nato in laboratorio, ma per un errore di procedimento scientifico la creatura sarà inquietante, totalmente imprevedibile e scellerata. Lo spettacolo propone in chiave comica e surreale la storia di Mary Shelley, infarcendola di gags, situazioni paradossali e personaggi sopra le righe che trascinerà lo spettatore verso un finale a sorpresa.
MACBETH BLACKOUT di Valentina Ferrara
da “Macbeth” di William Shakespeare e Giuseppe Verdi, testi di Francesco Maria Piave
Regia di Valentina Ferrara
Tipo di teatro: tragedia
ARTEMISIA GENTILESCHI. IL PROCESSO di Valentina Ferrara
Regia di Valentina Ferrara
Tipo di teatro: –
“Una compagnia teatrale sale sul palcoscenico, interrogandosi sul significato di quanto sta per mettere in scena. Come in un carillon musicale, in una giostra del tempo, affiorano dalla Storia e sfilano davanti a noi i protagonisti di un vero processo. Si è celebrato a Roma, nello Stato Pontificio, nel 1612, per lo stupro subito della pittrice Artemisia Gentileschi, allora diciassettenne. Imputato: il maestro di prospettiva di Artemisia, il giovane Agostino Tassi. I verbali sono estratti dall’archivio di Stato di Roma.”
L’operazione fonde tre valori: arte/diritto/contrasto alla violenza sulle donne. Pare sia il primo processo per stupro documentato in Italia. Artemisia ci ha insegnato che il dolore e la vergogna possono essere sublimate in bellezza. La sua vita rappresenta una rivincita contro una società gretta e maschilista. In un mondo in cui la violenza sulle donne è ancora una vera piaga sociale, storie come la sua possono essere un esempio per tutte le donne, affinché non si perda mai la propria voce e la forza di lottare attivamente contro abitudini tossiche e comportamenti profondamente umilianti.
