La Trappola APS di Vicenza
Anno di fondazione: 1983
Presidente: Maurizio Cerato
Indirizzo: Via Riello, 86 – 36100 Vicenza
Telefono: –
Facebook: latrappoladivicenza
E-mail: info@latrappola.it
Sito web: www.latrappola.it
Referenti: Maurizio Cerato – 3333154999
Spettacoli disponibili
TI UCCIDERÒ FINO A FARTI MORIRE di Valerio Di Piramo
Regia di Pino Fucito
Tipo di teatro: brillante, giallo rosa in 2 atti
Quale strano motivo spinge la frivola Clelia Morganti, da due settimane, a sognare ogni notte di uccidere il marito Arnolfo Palmieri? Quale trauma nascosto si cela nella sua mente e perché, nei sogni, vive in una casa colonica degli anni ’30 con tanto di servitù? A cercare di dare risposta a questi interrogativi, su richiesta della psicoterapeuta Marta, saranno gli altri protagonisti della commedia: dal fratello Adolfo al marito Arnolfo, passando per l’amico Fernando, fino ad alcuni malcapitati attori assoldati per assecondare la “pazzia” di Clelia… il tutto in un crescendo comico di situazioni assurde ed esilaranti che porteranno alla luce ben più di un mistero.
LE ALLEGRE COMARI DI WINDSOR da William Shakespeare e Arrigo Boito
Adattamento di Alberto Bozzo
Regia di Alberto Bozzo
Tipo di teatro: brillante, italiano
Immaginate le parole di Shakespeare tuffarsi tra le note e i pentagrammi di Giuseppe Verdi, immaginate una scenografia che si muove a tempo di musica, dei costumi antichi, ma moderni, travestimenti e maschere… mescolate il tutto, aggiungete un pizzico di follia e il desiderio di far ridere il pubblico ed eccovi servita la nostra originale ricetta de “Le allegre comari di Windsor”.
La trama è un pretesto, il ritmo è vorticoso e le comari, Alice e Meg, riusciranno a beffare Sir John Falstaff senza alcun ritegno: lo getteranno nel Tamigi dentro ad una cesta di panni sporchi, lo travestiranno da donna per farlo sfuggire alla furiosa gelosia del marito Frank Ford ed infine lo sbeffeggeranno nel bosco di Windsor aiutate da allegre fate e folletti… in un finale comico e musicale che nasconde un monito: tutti saranno in qualche modo beffati.
Tredici interpreti per una messa in scena scoppiettante ricca di musica e di sorprese.
ALL’OMBRA DEL FRASSINO… TUTTI SE LA SPASSINO di Enzo Consoli
Regia di Pino Fucito
Tipo di teatro: brillante, italiano
Gianfilippo Raviati, un tempo facoltoso imprenditore, è ridotto quasi sul lastrico e l’imminente controllo fiscale si preannuncia come il proverbiale “colpo di grazia” ed il sicuro fallimento. Approfittando dell’assenza della stralunata moglie Laura, Gianfilippo trama, aiutato dallo scaltro ragioniere Binazzi, il sabotaggio dell’accertamento pensando di poter evitare l’imminente catastrofe schierando in campo, contro il funzionario delle tasse, le armi della corruzione e della seduzione. Lo strampalato ispettore Arsenio ed il concorso involontario della dirompente Mareta nonché dell’ingenua moglie daranno però agli stratagemmi escogitati un corso inaspettato in un crescendo esilarante di paradossali imprevisti.
LE MIRABOLANTI FORTUNE DI ARLECCHINO E PERIPEZIE DEI COMICI DELL’ARTE
Regia di Pino Fucito
Tipo di teatro: brillante
Anno del Signore 1697. Una piazza, un palchetto illuminato da lanterne, il pubblico si riunisce attirato dalla musica e da un’ammiccante fanciulla. Due Compagnie di Comici dell’Arte sono state costrette ad unire le forze per rappresentare, nelle piazze d’alcune città del Nord Italia, la commedia “Le mirabolanti fortune di Arlecchino”. Mentre,sulle tavole del palcoscenico, si alternano i divertenti lazzi di Arlecchino, di Capitan Spaventa, di Colombina, del Magnifico e d’altri “tipi”comici, fuori scena pulsa la vita “reale” dei commedianti che li interpretano, in viaggio alla volta di Parigi in cerca di successo, tra generosità e invidie, screzi e favori, amori ed amorazzi, paure e speranze. Una “commedia nella commedia” liberamente ispirata a testi d’epoca, in cui rivive l’epopea della Commedia dell’Arte al punto che la ricerca di fortuna, in scena, da parte di Arlecchino, diventa metafora della ricerca di fortuna dei Comici dell’Arte.
Regia di Alberto Bozzo
Tipo di teatro: dialetto veneziano
Siamo a Venezia nella casa-laboratorio del vedovo tessitore Zamaria e della sua giovane figlia Domenica, innamorata del disegnatore di stoffe Anzoletto, indaffarata ad accogliere i numerosi ospiti per la cena. Si festeggia una delle ultime sere di carnovale: artigiani e mercanti di tessuti giungono soli o accompagnati dalle consorti. Scherzano amabilmente, discutono del loro futuro commerciale, amoreggiano, si punzecchiano a vicenda, giocano alla meneghella. Durante la serata Domenica viene a conoscenza dell‘imminente partenza di Anzoletto per Moscovia, in compagnia dell’eccentrica ed esuberante Madame Gatteau, ricamatrice francese che non vuol cedere allo sfiorire degli anni. Il sogno d’amore della giovane sembra infrangersi, ma grazie alla solidarietà femminile l’intera vicenda si risolve con un lieto fine a sorpresa…
