Anno di fondazione: 2022
Presidente: Floriano Gasparin
Indirizzo: Via Pitter, 29 – 31055 Quinto di Treviso (TV)
Telefono: 3498462717
Facebook: arte.teatro.musica
E-mail: lacortedeimiracoli2022@outlook.com
Sito web: –
Referenti: Floriano Gasparin – gasparinflo@gmail.com
Spettacoli disponibili
TANTO PAR DIRTENE UNA
di Remigio Biral
Regia di –
Tipo di teatro: brillante
La storia ruota attorno a un gruppo di personaggi in un piccolo paese, intrecciando le loro vicende in chiave comica. Le tre amiche – Antonia, Maria e Clara – sono anziane comari che trascorrono le giornate sulla loro panchina ai giardini pubblici, da cui osservano il paese, spettegolano e organizzano piccole avventure (come una memorabile gita sulla vecchia Fiat 850 coupé). Parlano di malattie, ricordi e dei cambiamenti della modernità. Sul fronte politico, Bastian Lunardon vuole diventare sindaco e si convince che una grande “azione dimostrativa” gli porterà voti, trascinando nel piano l’amico Tilio, più appassionato di cantina che di politica. A complicare tutto ci pensano il parroco don Giuseppe Battistero e la sua perpetua Nina, coinvolti loro malgrado nelle combinazioni dei due, e un ladruncolo che manda all’aria i piani di tutti. L’arrivo di una nuova dottoressa – per giunta donna, novità nel paese – porta ulteriore scompiglio: deve fare i conti con un dialetto incomprensibile e con malattie strane e immaginarie.
Dall’intreccio di questi personaggi nasce una serie di gag comiche al limite della farsa teatrale, con un ritmo vivace e un tono esilarante.
I Burattini Quintini: LE FANTASTICHE AVVENTURE DI PINOCCHIO
da Carlo Collodi
Regia di –
Tipo di teatro: burattini
Data la particolarità della storia è stato creato un nuovo spazio teatrale, una “baracca” entro cui la narrazione si colloca su più contesti realizzati con del le scenografie mobili ed intercambiabili. Così si passa dalla bottega di Geppetto, alla casa della Fata turchina, ed ancora nel Paese, oppure nel Campo dei Miracoli o tra onde del mare. Ai personaggi principali se ne aggiungono altri de scritti nel racconto, con una movimentazione di circa trenta soggetti, alcuni realizzati anche con tecniche diverse dai classici burattini. Ecco quindi il Carabiniere, i dottori Corvo e Civetta che assieme al Grillo visitano il burattino Pinocchio, i quattro conigli neri, il campo di miracoli con la grande quercia dove vie ne impiccato Pinocchio preso dagli assassini incappucciati, la carrozza trainata dai ciuchini ed il terribile pescecane con la sua enorme bocca spalancata.
Con tre quadri animati vengono rappresentati il “Gran Teatro dei Burattini” di Mangiafuoco, il fantastico “Paese dei Balocchi” con una vera giostra in movimento ed in fine il “Circo equestre” in cui si esibisce Pinocchio trasformato in ciuchino. A tutto ciò si aggiungono effetti di luci e musiche accattivanti che creano una continua fantastica novità che tiene viva l’attenzione e l’interesse dello spettatore. Le scene animate si alternano e si inseriscono nei momenti in cui una voce narrante collega le varie scene, dando continuità al racconto e semplificando la complessa e articolata storia di Collodi. Valore aggiunto la voce narrante dell’amico Gigi Mardegan.
I Burattini Quintini: TRONCARBON E IL MISTERO DEL MULINO INCANTATO
da un’idea di Floriano Gasparin
Adattamento di Remigio Biral
Regia di –
Tipo di teatro: burattini
Raccontano ancora oggi i nostri nonni che molto tempo fa, nel paese di Vattelapesca, si verificarono dei fatti strani che turbarono la tranquilla vita dei paesani. Un bel giorno, dalla palude vicino al mulino di Mario, il mugnaio, si cominciò a sentire degli strani versi e si videro per terra della strane impronte.
Dapprima nessuno gli diede particolare peso perché si diceva che si trattasse della maledizione di una zingara passata da quelle parti ma, dopo che anche gli animali domestici iniziarono a sparire, tutti cominciarono seriamente a preoccuparsi. Anche il sindaco era molto preoccupato soprattutto perché, nelle notti di luna piena, le acque del fiume si ghiacciavano e la ruota del mulino rimaneva bloccata per giorni e non si poteva macinare la farina per il pane. Gli unici che non si curavano di questi fatti erano quei ladruncoli incalliti di Anselmo e Bortolo che per l’ennesima volta tentavano, senza successo, di rubare al mulino. Nonostante fossero state messe delle guardie per capire di cosa si trattasse, nessuno riuscì mai a scoprire di quale creatura si trattasse tanto che, per non sapergli dare un nome, la gente lo chiamava Chi-sai-tu.
I Burattini Quintini: ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI
da Carlo Goldoni
Adattamento di Remigio Biral
Regia di –
Tipo di teatro: burattini
Sempre alla ricerca di come sbarcare il lunario, e di come riempire la pancia morsa da una fame insaziabile, Arlecchino si ingegna di poter servire due padroni contemporaneamente, l’uno all’insaputa dell’altro, per poter così guadagnare un doppio salario ma, soprattutto, mangiare il doppio. La sua furbizia si intreccia però con le vicende degli altri personaggi: quella di due amanti, Beatrice e Florindo, fuggiti da Torino, l’uno all’insaputa dell’altra, e casualmente alloggiati nella stessa locanda di messer Brighella; il matrimonio che rischia di saltare tra la figlia di Pantalone Clarice e Silvio, il figlio del dottor Lombardi, a causa della improvvisa apparizione di un precedente pretendente che si credeva morto. Nascono così delle situazioni comiche ed esilaranti dove il povero Arlecchino deve arrabattarsi, inventandosi delle improbabili storie, per cercare da una parte di continuare a servire i due padroni e nello stesso tempo non farsi scoprire da questi nel doppio ruolo di servitore di entrambi.
