La Compagnia delle Donne di Dueville
Anno di fondazione: 2015
Presidente: Sara Vettorello
Indirizzo: Via Sega, 154 – 36031 Dueville (VI)
Telefono: –
Facebook: compagniadelledonne
E-mail: saravetto@yahoo.it
Sito web: www.compagniadelledonne.it
Referenti: Sara Vettorello – 360221448
Spettacoli disponibili
RIDE BEN CHI RIDE ULTIMO
Regia di –
Tipo di teatro: brillante, dialetto veneto
La commedia prende avvio da un documento storico ritrovato nell’Archivio di Stato di Vicenza, che tratta del risarcimento da parte delle contesse Monza agli eredi Bressan per le decime pagate negli anni alla nobile famiglia proprietaria della terra. Siamo verso la fine del 1700, il vento sta cambiando, in giro per l’Europa si comincia a parlare di rivoluzione e libertà. La lite tra le contesse Monza e gli eredi del notaio Bressan si sta protraendo da tempo: le nobildonne ritengono di avere diritto al pagamento della decima mentre per gli eredi Bressan si tratta di una iniqua gabella, pagata per troppo tempo, della quale pretendono la restituzione.
La storia è stata arricchita, con fantasia e umorismo, dagli eventi del quotidiano che coinvolgono le donne delle due fazioni.
C’è la contessa Isabella Monza che cerca di dirigere la famiglia, come meglio può. Ci sono le quattro figlie: Elena sempre con qualche magagna, Paola, amante delle tragedie greche, Cecilia di bell’aspetto e Lavinia che vive in mezzo alla nebbia. Infine c’è Ortensia, sorella di Isabella, un po’ svagata e in cerca di marito.
Per i Bressan scende in campo l’agguerrita Anna, moglie di Giobattista che non si lascia intimidire dalle “nobili” contesse.
Fa da perno della vicenda la polastrara Palma, curiosa, arguta e pettegola quanto basta che gira per le case a vendere le uova fresche delle sue galline. E per finire c’è una dama veneziana che…
QUEL BEL OMO ALTO E MORO di Sara Vettorello
Regia di Giuliano Grillo
Tipo di teatro: –
La commedia ruota attorno al trambusto che scuote un paese dopo l’annuncio di un misterioso omicidio: è stato ucciso un uomo affascinante, alto e moro, ospite della signora Vittoria, noto per i suoi modi seduttori e per aver spezzato più di un cuore. Nella piazza si diffondono pettegolezzi, sospetti e chiacchiere senza sosta: la sarta Bernardina, la perpetua Catina, la contessa Jolanda con la serva Paolina, Emilia, moglie del dottore, e Aurora, moglie del consigliere comunale, si fanno tutte coinvolgere nel vortice di curiosità e maldicenze.
Tra risatine, allusioni e falsi indizi, si cerca di capire chi abbia ucciso il “bel omo” — vittima forse delle sue stesse conquiste. Il tutto culmina in un finale a sorpresa, ironico e inaspettato.
Regia di Giuliano Grillo
Tipo di teatro: brillante, dialetto vicentino
Quando il Veneto era governato dagli Asburgo, a Bressanvido nella villa Mezzalira, detta del Vicerè, risiedeva il Vicerè Ranieri d’Austria che dava ampia autonomia di conduzione al gastaldo e alla servitù. Siamo all’incirca nel 1830-1840 e la storia messa in scena nella commedia narra gli intrecci di vita quotidiana dei tanti che vivono nella villa, fatti da ciacole, amori, tradimenti con “corni che spuntano dal pajaro” e ricordi che via via evolvono in un racconto delle attività rurali nel corso dell’anno, fino alla transumanza, un evento che tuttora coinvolge l’intero paese. Uno specchio di vita quotidiana nella campagna veneta durante il dominio austriaco, con momenti di viva attualità moderna e nel contempo con forti richiami storici a un periodo di integrazione fra le popolazioni: l’amore, la nascita di una figlia, l’aspirazione di una fanciulla al matrimonio, la ricerca di un futuro nell’emigrazione verso le Americhe, tradimenti innocenti alla mercè di tutte le comari e cittadine di Vicenza che decidono di andare in campagna a visitare i luoghi nativi e che nel bisogno trovano l’ospitalità sincera della gente di campagna.
QUATRO FIOLE DA MARIDARE di Sara Vettorello
Regia di Giuliano Grillo
Tipo di teatro: brillante, dialetto veneto
La storia è ambientata nella seconda metà del XVIII secolo a Dueville e precisamente in casa Monza. Il conte Ottavio deve far sposare le quattro figlie e, come consuetudine di quei tempi, i futuri mariti vengono scelti dal padre. Il pover’uomo non ha tenuto conto però della volontà delle figlie, dei sotterfugi della moglie Isabella, dei consigli della governante Maria a cui si aggiungono i pensieri sospettosi della sorella Lucrezia, la furbizia di nonna Ersilia e i sortilegi di Angela. A complicare la faccenda ci sono alcuni parenti che si sono rivolti ad un notaio dichiarando di essere i legittimi eredi del patrimonio dei Monza, mettendo in crisi il conte Ottavio che deve destinare una congrua dote alle figlie Elena, Cecilia, Lavinia e Paola… perché possano convolare a giuste nozze nonostante l’età.
LA SAGRA DE SANT’ANNA di Sara Vettorello
Regia di Giuliano Grillo
Tipo di teatro: commedia, dialetto vicentino
La commedia è ambientata nell’estate del 1833, a pochi giorni dalla Sagra de Sant’Anna. Il paese è in fermento, diviso in due fazioni: una, capeggiata dal parroco, che vuole abolire i festeggiamenti, a causa di fatti violenti accaduti negli anni precedenti; l’altra dalla popolazione che invece vuole divertirsi con spensieratezza, pretendendo però dal parroco che la festa abbia anche un carattere religioso. I personaggi della commedia si muovono in questo clima di attesa, intrecciando con allegria, colpi di scena e suspense, le vicende pubbliche alle proprie storie private.
