Anno di fondazione: 1982
Presidente: Franco Antolini
Indirizzo: Via Valpolicella, 39 – 37124 Verona
Telefono: 3515433751
Facebook: gavetinteatrocomico
E-mail: info@elgavetin.com
Sito web: www.elgavetin.com
Referenti: Franco Antolini – 3495276481 – frank.antolini@gmail.com
Sandra Pompele – 3407310922 – info@elgavetin.com
Spettacoli disponibili
1946 BARUFFE DA CORTEI di Franco Antolini
Regia di Franco Antolini
Tipo di teatro: comico, brillante, dialetto
Siamo nel 1946, in un’Italia che cerca di rialzarsi dopo le macerie della Seconda guerra mondiale. Il referendum costituzionale è alle porte e, per la prima volta, le donne potranno votare. In un piccolo paesino di campagna, tra chi fiuta l’opportunità di far fortuna e chi sogna di cambiare il mondo, si accendono discussioni, scontri e… qualche risata.
Da un lato c’è il sindaco, ex partigiano convinto e acceso sostenitore delle idee di sinistra; dall’altro, il parroco, che vuole riportare la comunità sotto il campanile, purtroppo ridotto in macerie dai bombardamenti. In mezzo a loro si muovono le suffragette, determinate a conquistare il diritto di voto e a farsi valere in un mondo ancora troppo maschile.
E tra chi vuole il progresso, chi preferisce la tradizione e chi cerca solo di non farsi travolgere dagli eventi, nascono situazioni esilaranti, malintesi, battute taglienti, colpi di scena e momenti di puro divertimento.
Ma tra una risata e l’altra, il racconto lancia un messaggio importante: ogni guerra è una sconfitta per l’umanità, e sta a noi costruire un futuro di pace. Un tema più attuale che mai, perché, in fondo, la storia ha sempre qualcosa da insegnarci, basta saperla ascoltare.
L’ULISSEA SECONDO ME di Franco Antolini
Regia di Franco Antolini e di Mirko Segalina
Tipo di teatro: comico, brillante, lingua, dialetto
L’“Ulissea secondo me” è un racconto teatrale appassionato e divertente che ripercorre in modo umoristico, le vicende di Ulisse, dalla guerra di Troia al ritorno a Itaca, narrate dal poeta Omero nell’Odissea. Un viaggio fatto di incontri, personaggi, avventure, battaglie, naufragi e incantesimi, rappresentato in maniera piacevole, spassosa e coinvolgente, anche grazie alla partecipazione attiva del pubblico. La narrazione si alterna all’interpretazione degli attori in scena che materializzano i principali personaggi dell’Odissea: Ulisse, il ciclope Polifemo, Euriloco, la dea Atena, la maga Circe, Penelope, in un susseguirsi di battute comiche ed esilaranti.
Il racconto è impreziosito da alcuni brani musicali eseguiti dal vivo, che accompagnano la vicenda dando continuità attraverso note e parole. Il gioco di suoni, di luci e colori completa l’opera, rendendo l’atmosfera decisamente godibile. Ma il viaggio di Ulisse è anche il viaggio dell’autore, che si misura con sé stesso e, nel raccontarsi, si mostra con schietta sincerità, condividendo, quasi fossero confidenze ad amici preziosi, scampoli di un cammino tutt’altro che lineare. Nel narrare le peripezie di Ulisse, egli ritrova la propria esperienza personale e il percorso di ogni uomo verso il proprio originale compimento esistenziale. Quando il naufragio, come per Ulisse, è dentro di noi, quando non vediamo vie d’uscita né “terra ferma”, dobbiamo parlare col cuore, tornare ai nostri affetti, alle nostre radici. È lì scopriremo che l’amore che ha mantenuto in vita Ulisse per tutto quel tempo è lo stesso amore che mantiene in vita anche noi.
ELISIR D’AMOR di Franco Antolini
Regia di Mirko Segalina
Tipo di teatro: comico, brillante, dialetto, italiano
Uno spettacolo molto divertente e coinvolgente dove l’interprete, accompagnato dalla voce di una cantante e da un musicista, entusiasma, appassiona, diverte, stimola, seduce mescolando il racconto con il canto e coinvolgimento del pubblico. Il protagonista è l’elisir d’amor che da sempre accompagna la storia dell’umanità, presente nei miti antichi, interprete di leggende, metafore e parabole delle sacre scritture, oggetto di detti e proverbi, sonetti di poeti e testi di canzoni, ingrediente immancabile nei convivi delle nostre case, ospite assoluto dei tavoli delle osterie e, infine, inebriante pozione magica tra le mani intrecciare di due amanti. Lo spettacolo apre al sogno, all’emozione, all’ebrezza, alla scoperta dell’ essenza più antica del mondo, il vino, attraverso un itinerario dentro il cuore dell’umanità alla ricerca del segreto della vita che solo lo spettatore potrà scoprire…
EL CAVALIER DE LA TRISTA FIGURA di Franco Antolini
Regia di Sabrina Carletti
Tipo di teatro: dialetto, comico brillante
Le fantasie del leggendario cavaliere “Don Chisciotte de la Mancia” di Miguel de Cervantes prendono vita nell’originale restituzione di Franco Antolini “El Cavalier de la trista figura”, alternando sul palcoscenico la narrazione allegra, spassosa, divertente delle gesta del protagonista e l’interpretazione del personaggio stesso che, esprimendosi in uno spagnolo maccheronico, è reso bizzarro, grottesco e di sicura efficacia comica. Il pubblico è nello stesso tempo spettatore e protagonista della vicenda e viene più volte direttamente coinvolto nell’azione scenica, sino ad assumere, nell’evolversi del racconto, ruolo di partecipazione attiva. Uno schermo bianco diventa il luogo dove si rappresentano le fantasie di don Chisciotte e nello stesso tempo, la trasparenza, ne restituisce il messaggio, il contenuto, quello che l’opera vuole dire alle persone del nostro tempo. Un avvicendarsi continuo tra la farsa e il dramma, tra il ridicolo e il tragico, tra la fantasia e la realtà, nel tentativo di parlare dell’esistenza umana, dei suoi comportamenti, dei suoi limiti, delle sue fragilità. Il racconto e l’interpretazione del cavaliere errante sono accompagnati dalle note della fisarmonica, suonata da un musicista che diventa anch’esso coprotagonista, assumendo i panni di “Sancio Panza”, mentre due voci fuori campo ripropongono il dramma tra parole e canto, alternando giochi di luce, trasparenza e proiezione di immagini.
SPETACHETECONTO di Franco Antolini
Regia di Sabrina Carletti
Tipo di teatro: dialetto, comico brillante
La società, la cultura, il modo di vivere, di parlare, di esprimerci oggi sono il frutto di come eravamo ieri, e come eravamo ieri ce lo siamo dimenticati. C’è la necessità di raccontare, di fare memoria, perché la nostra tradizione non vada perduta. Un avvincente itinerario tra l’antico e il moderno, tra il vecchio e il nuovo, tra ieri e l’oggi attraverso l’uso dei vocaboli, dei mestieri, degli usi e costumi della tradizione, raccontato in chiave satirica e divertente, sia nella descrizione di un mondo ormai scomparso, sia nell’interpretazione dei personaggi dell’epoca che a tratti si materializzano sul palcoscenico. Un filo che unisce la storia che, nella comicità delle battute, ha la presunzione di divertire il pubblico dall’inizio alla fine e di rilanciare quei valori che costituivano il vivere semplice di una società, dove il rispetto, la solidarietà, il senso di appartenenza alla comunità regolavano le relazioni umane. Un racconto graffiante e brioso, semplice e intenso, vivace ed allegro, romantico ed ironico sulle note della fisarmonica e delle voci che di tanto in tanto si inseriscono nel viaggio alla scoperta delle nostre radici.
