È stato presentato nella sede di Fita Veneto, in stradella delle Barche a Vicenza, il volume “Il Teatro Goldoni”, opera del regista, autore e docente universitario Roberto Cuppone, tra i nomi più noti e apprezzati della scena cittadina.
Introdotto dal presidente di FITA Veneto Aldo Zordan, Cuppone ha dunque raccontato genesi e obiettivi di questo lavoro, che rientra nella collana “Novecento a Venezia”, curata dallo storico Mario Isnenghi ed edita da Il Poligrafo. Intenzione dei curatori, per questo come per gli altri libri della serie, è quella di individuare e far conoscere luoghi del territorio che rappresentino punti di incontro e di scambio culturale per la collettività. Questo è stato ed è certamente il “Goldoni” di Venezia, primo teatro pubblico del mondo, che, come scrive Cuppone nelle prime delle 118 pagine che compongono il volumetto, è al tempo stesso “edificio”, così come lo si conosce oggi, dopo la riedificazione del 1979, “teatro”, identificato in particolare con quello veneto dopo la sua dedica al celebre autore veneziano nel 1875, e “sito”, spazio teatrale e sociale fin dal 1622.A rendere ancora più viva e stimolante la presentazione dell’opera, quattro brani tratti da allestimenti transitati per il Goldoni, la cui lettura è stata affidata ad attori delle compagnie vicentine Astichello e La Ringhiera.
Come portavoce del teatro veneto sono stati allora scelti un passaggio da “El moroso dela nona” di Giacinto Gallina e uno dallo spassoso “I pelegrini de Marostega” di Libero Pilotto, mentre per il teatro internazionale un estratto da “La principessa di Baghdad” di Alexandre Dumas, portato al Goldoni da Eleonora Duse; infine, un rievocazione della “beffa” del Teatro Goldoni, inscenata nel marzo del 1945 da un gruppo di partigiani, decisi a riprendere simbolicamente possesso, a nome dei veneziani, del Teatro Goldoni, divenuto all’epoca “salotto privato” di fascisti e collaborazionisti.
