Compagnia del Pane APS di Vicenza
Anno di fondazione: 2021
Presidente: Gianrico Tondinelli
Indirizzo: Viale del Brotton, 12 – Vicenza
Telefono: –
Facebook: Compagnia-Del-Pane-Aps
E-mail: –
Sito web: –
Referenti: Gianrico Tondinelli – 3357058413 – gianricotondinelli@gmail.com
Loretta Sandini – 3478320144
Spettacoli disponibili
FOOLS di Neil Simon
Adattamento e regia di Gianrico Tondinelli
Tipo di teatro: brillante
Volete divertirvi con noi? La Compagnia del Pane ha rielaborato in modo originale la fiaba comica del grande drammaturgo e scenografo americano Neil Simon, ispirata ad un racconto popolare russo.
Gli abitanti di un fantastico villaggio senza tempo sono vittime di una secolare maledizione che li rende stupidi, fools, fin dalla nascita, incapaci di qualsiasi ragionamento sensato. Chi e che cosa potrà spezzare il maleficio?
Commedia allegra, frizzante, ironica, attraverso una narrazione ricca di sentimenti ,equivoci, dialoghi esilaranti, esplora il sottile confine tra stupidità e intelligenza ed invita ad uscire dagli schemi che ci rendono ancora oggi schiavi del pregiudizio e della paura.
NATHAN IL SAGGIO di Gotthold Ephraim Lessing
Regia di Gianrico Tondinelli
Tipo di teatro: –
“Nathan il Saggio” è una fiaba didascalica dell’Illuminista tedesco Gotthold Ephraim Lessing (1729-1781). Ambientata a Gerusalemme durante la terza Crociata, descrive, attraverso l’incontro di un ebreo, un musulmano e un cristiano , come le religioni siano un contenitore da cui attingere lealtà, integrità, rispetto, svuotandolo da avidità, impunità, “vale tutto”.
La vera religione è quella che posa nel cuore dell’uomo: “dolcezza, pazienza, carità, tolleranza e profonda devozione a Dio“.
MI CHIAMO LIDIA TOMMASINI di Gianrico Tondinelli
Regia di Gianrico Tondinelli
Tipo di teatro: drammatico, musica dal vivo
Dicembre 2020. «Scrivo un po’ della mia vita travagliata. Mi sono fatta tutta da sola.»
Scriveva così Lidia Tommasini, in un diario, la protagonista della nostra storia, nella solitudine del confinamento da pandemia nel Natale del 2020.
Lidia a 95 anni, parlando della sua vita, non pensava di scrivere della situazione sociale, culturale, affettiva, che la donna dovette sopportare dalla fine degli anni 20 fino a quasi i giorni nostri. Gli eventi hanno trascinato la vita di Lidia su sentieri bui che solo i sogni, la speranza e un concetto d’amore a tutto tondo, hanno saputo illuminare.
Il diario è uno spaccato di “neorealismo” che con semplicità fotografa una parte della storia della nostra nazione.
