Dopo la recente assemblea di Roma che ha visto l’approvazione del nuovo Statuto, i presidenti di Fita Veneto (Aldo Zordan, nella foto) e Fita nazionale (Carmelo Pace) scrivono ai soci e ai dirigenti, richiamando l’importanza della partecipazione: “Per spedire una delega bastano cinque minuti…”
Carissimi,
come sapete domenica 21 giugno si sono svolte a Roma due assemblee F.i.t.a.: una ordinaria, durante la quale si è approvato il bilancio e sono state delineate le linee programmatiche della nostra Federazione; e una seconda straordinaria, dedicata all’approvazione del nuovo Statuto.
Si è trattato di appuntamenti importanti, che aprono una nuova fase per la nostra Federazione e in particolare per il territorio, chiamato ora ad una maggiore autonomia e responsabilità nel definire il proprio assetto organizzativo.
Anche in questa occasione, il Veneto ha dato il proprio fondamentale contributo, intervenendo in prima persona nell’elaborazione del testo statutario, che non mancherà di aprire significative possibilità di rafforzamento, crescita e valorizzazione della nostra attività sul territorio.
Detto questo, permettetemi però una riflessione sulla partecipazione – e sulla non partecipazione – a questo appuntamento così importante per tutti noi, visto che in esso erano in gioco elementi basilari del nostro assetto organizzativo e, di conseguenza, della nostra azione concreta e quotidiana a livello provinciale, regionale e nazionale.
Oggi Fita Italia conta oltre 1200 compagnie. Perché la votazione avesse valore era necessaria la presenza – fisica o in delega – del 50% + 1 dei rappresentanti delle stesse. Un numero considerevole, è evidente: così come evidente è il fatto che raggiungerlo sia stato tutt’altro che facile. Anche in questo il Veneto ha dato un contributo essenziale.
Consentitemi quindi di ringraziare quanti si sono adoperati sia nell’essere presenti, sia nel raccogliere le deleghe necessarie ad ottenere il quorum richiesto.
Non posso però non richiamare quelle Compagnie che hanno ritenuto che perdere cinque minuti per inviare una email o un fax con la propria delega fosse un impegno troppo oneroso. E ancora di più non posso non stigmatizzare come tra quanti non hanno voluto “perdere” quei cinque minuti per inviare la propria delega ci siano stati anche Dirigenti di Comitati provinciali…
A tutti, Soci e Dirigenti, torno a ricordare come ciò che si è svolto a Roma nei giorni scorsi sia di fondamentale importanza per la nostra storia futura come Federazione. E ai Dirigenti “distratti”, in particolare, ricordo che nel loro caso adempiere a certe incombenze della vita federativa è un dovere, assunto nel momento stesso in cui si sono candidati. Se ritengono questo impegno troppo oneroso, possono sempre lasciare l’incarico ad altri.
Con l’augurio di un’estate ricca di riposo, ma anche di teatro, saluto tutti con cordialità.
Aldo Zordan
Presidente F.i.t.a. Veneto
Alle Associazioni Artistiche FITA
Ai tesserati FITA
Cari Amici della FITA,
con immensa soddisfazione comunico a voi tutti che l’assemblea straordinaria del 21 giugno scorso tenutasi a Roma ha modificato il nostro statuto. Il testo ufficiale sarà pubblicato presto nel nostro sito, dopo che avremo compiuto le necessarie formalità. Non è stato facile perché, avendo già superato le 1200 affiliazioni, era necessario che fossero presenti personalmente o per delega almeno il 50% + 1 delle associazioni affiliate nel 2015. Ci siamo riusciti!
Un ringraziamento particolare va alle strutture del territorio che si sono attivate per le deleghe e a quelli che hanno dato la loro disponibilità a partecipare all’assemblea. Non è stato facile perché, come spesso accade in questi momenti, si registrano purtroppo comportamenti superficiali (e speriamo non strumentali) di alcuni che ritengono ancora che debba essere la Federazione a ringraziare loro perché si sono iscritti o, peggio, di alcuni quadri del territorio che non hanno compreso l’onore e l’onere di essere rappresentanti della Fita nel territorio. Mi auguro che l’impegno dei più responsabili sia di esempio per tutti e di monito per quelli che “usano” la Fita senza nulla dare. Sono certo che, come è emerso nel Consiglio Federale che ha preceduto l’assemblea, i responsabili regionali sappiano fare tesoro anche di questa esperienza, richiamando “chi non è stato sufficientemente attivo” in questo importante passaggio.
Detto ciò, adesso si avvia una nuova fase per la Federazione, specialmente per il territorio che, grazie al nuovo statuto, potrà determinare in autonomia il proprio assetto organizzativo, tenendo conto delle proprie peculiarità, delle momentanee difficoltà, delle scelte delle associazioni affiliate. La novità più rilevante alla quale mi riferisco è la possibilità di accorpare tra loro le province di una stessa regione, dando il mandato di organizzare il territorio a chi in effetti ne ha voglia e capacità, senza essere costretti a “inventarsi” provinciali, per il sol fatto che lo statuto lo prevedesse. Spazio, dunque, all’inventiva, alla qualità, a chi vuol effettivamente lavorare per la Federazione. Sono certo che sarà un’occasione che saprete cogliere al meglio, nell’interesse della Federazione.
Consentitemi, infine, di ringraziare la commissione statuto (Gianfranco Ara, Ettore Cibelli, Diego Navone e Aldo Zordan) che hanno saputo trovare la sintesi delle varie istanze di cambiamento che erano pervenute, proponendo, al Consiglio Federale prima e all’assemblea poi, un testo che è stato condiviso all’unanimità. E’ stato un forte esempio ed un messaggio di organizzazione, di democrazia e di spirito di collaborazione. Qualità che fanno grande la FITA. E’ con questo sentimento di orgoglio nel rappresentarvi tutti, che vi saluto con tanto affetto.
Roma, 23 giugno 2015
Carmelo Pace
