La formazione ligure si è imposta con l’intenso “From Medea” di Grazia Verasani per la regia di Gino Brusco. A La Barcaccia il gradimento del pubblico
È andata a I Cattivi di Cuore/Teatro del Banchéro di Imperia la 24ª edizione del Festival nazionale “Maschera d’Oro”, promosso da Fita Veneto d’intesa con Regione, Provincia, Comune, Confartigianato provinciale e Il Giornale di Vicenza come media partner.
In un Teatro San Marco in festa, la vittoria della formazione ligure per “From Medea” di Grazie Verasani, regia di Gino Brusco, è stata accolta da scroscianti applausi, così come i singoli Oscar attribuiti ad attori, registi e allestimenti. Ora, per il gruppo di Imperia, un biglietto di ritorno per Vicenza, il prossimo 26 maggio, quando avrà l’occasione di esibirsi sullo storico palcoscenico del Teatro Olimpico, grazie all’abbinato Premio Faber Teatro, messo in palio dalla Confartigianato provinciale. Oltre al trofeo maggiore, I Cattivi di Cuore hanno ottenuto anche il premio per il migliore allestimento (scene, costumi, musica e luci).
Incetta di riconoscimenti, poi, per La Barcaccia di Verona, di scena con “El ciacolon imprudente, ovvero Il contrattempo” da Carlo Goldoni: migliore regia e migliore attore protagonista, entrambi a Roberto Puliero; migliore attrice caratterista Kety Mazzi; migliore giovane interprete Alessandra Ionta; maggiore gradimento da parte del pubblico.
Migliore attrice protagonista è stata invece giudicata Tina Stampanato, Filumena Marturano nell’omonimo testo di Eduardo, messo in scena da Il Dialogo di Napoli, per la regia di Ciro Ruoppo. Migliore attore caratterista, il padovano Armando Marcolongo, l’oste nella “Betìa” di Ruzante proposta dalla compagnia Teatrotergola, per la regia del compianto Lele Fanti.
Alla finale della “Maschera” hanno inoltre partecipato Teatroimmagine di Salzano (Venezia) ne “Il barbiere di Siviglia” di Benoit Roland e Roberto Zamengo, spettacolo di commedia dell’arte ispirato all’opera buffa di Gioachino Rossini e altro, per la regia dello stesso Roland; G.A.D. Città di Pistoia in “Don Chisciotte della Mancia” da Cervantes e Bulgakov, regia di Franco Checchi; Compagnia Altinate di Treviso in “Una delle ultime sere di Carnovale” di Carlo Goldoni, regia di Francesco Pinzoni.
Nel corso della serata al San Marco sono stati inoltre premiati gli studenti vincitori del concorso di critica teatrale: prima Anastasia Destro del “Trissino” scientifico di Valdagno, seconda Marta Andriolo del classico “Pigafetta” di Vicenza, terzo Paolo Pezzuolo del “Trissino” classico valdagnese. Infine, il Premio “Renato Salvato” per l’impegno in favore del teatro è stato assegnato a Teatri S.p.A. di Treviso, mentre la prima edizione del Premio “Paolo Giacomini”, istituito dalla Fita nazionale, è andata simbolicamente alla famiglia dell’attore, regista e rappresentante Fita scomparso.
Aperta dal saluto del presidente di Fita Veneto Aldo Zordan – tra i partecipanti numerose autorità locali, oltre al presidente nazionale Carmelo Pace e al vice Gianfranco Ara – e condotta con la consueta spigliatezza dalla giornalista Elisa Santucci, la serata ha avuto una piacevole conclusione con l’energia e la bravura dei giovani attori della compagnia veronese “Einaudi-Galilei”, studenti dei due omonimi istituti scaligeri (ma compagnia a tutti gli effetti e iscritta alla Fita): guidati da Renato Baldi ed Ermanno Rigattieri, i ragazzi si sono mossi con sicurezza nella veste di attori, cantanti e ballerini raccontando le divertenti vicende di “Non per caso a Pinocchio cresce il naso”, commedia musicale di Paolo Panizza. Tante risate e tanti applausi dal pubblico del San Marco.
