L’arte e il mestiere della scrittura teatrale. Questo lo stimolante tema scelto da Fita Veneto per il suo congresso annuale, che si terrà domenica 20 ottobre a Vicenza,
nella Sala Congressi della Confartigianato provinciale (in via Fermi, zona Pomari), con la partecipazione di relatori di primissimo piano invitati a svelare le “istruzioni per l’uso” di questo strumento essenziale al teatro, analizzato nel suo svilupparsi dalla fase creativa a quella della stesura concreta (sia in lingua italiana che veneta, anche in traduzione), ma pure oltre, fino alla sua resa sul palcoscenico dal punto di vista del pubblico, senza dimenticare gli aspetti squisitamente legali ed economici legati al suo uso e alla sua tutela.
Ad aprire gli interventi sarà Luigi Lunari, drammaturgo di fama internazionale e storico del teatro. Come cogliere le potenzialità di un’idea? Come svilupparla? Quali regole rispettare nella stesura? Tante le domande attorno alle quali si soffermerà il relatore, noto per lavori come “Tre sull’altalena”, “Nel nome del padre” e “Il senatore Fox”. E sulle stesse domande si interrogherà anche Roberto Cuppone, autore, storico del teatro e regista, ma spostando l’attenzione dal testo in lingua italiana a quello in lingua veneta, approfondendo le specificità di questo genere.
Accanto ai testi originali, però, un ruolo importante nelle produzioni teatrali rivestono le traduzioni, comprese quelle in lingua veneta: a parlarne e a chiarirne le linee essenziali sarà quindi Antonio Stefani, critico, scrittore e da anni traduttore attivo in questa delicata opera di traslazione linguistica e di adattamento.
Altro caso tipico è poi quello degli autori di compagnia. Ne parlerà uno di loro, il veronese Donato De Silvestri, invitato a riflettere sulle caratteristiche positive e negative di questa speciale categoria di drammaturghi, veri e propri “sarti su misura” del testo teatrale.
Dalla scrittura alla resa sul palcoscenico il passo è breve, ma… rischioso. Ecco allora l’opinione del giornalista Sergio Garbato, che rivelerà secondo quali criteri agisce l’occhio esterno del critico teatrale, considerando nel dettaglio i vari tipi di proposta, dal classico alla riscrittura, al testo originale. Infine, spazio ad un dirigente della Siae, la Società italiana che rappresenta autori ed editori, per comprendere le modalità di tutela delle opere dell’ingegno, ma anche e soprattutto per definire con chiarezza la linea sottile che separa il “tratto da” dal vero e proprio plagio.
Quello proposto dalla sezione veneta della Federazione Italiana Teatro Amatori è dunque un argomento che scavalca ampiamente i confini “di settore”, interessando un pubblico potenziale che va dagli autori agli aspiranti tali, dagli studenti ai giornalisti che si occupano di spettacolo, dagli attori e registi ai semplici appassionati. Proprio per questo Fita Veneto ha “imposto” ai relatori un taglio assolutamente pratico: da evitare, dunque, i discorsi sui massimi sistemi della drammaturgia e largo invece alle esperienze personali, ai segreti del mestiere, ai consigli per individuare e valorizzare con senso critico il proprio talento.
Il congresso si aprirà alle 10 (registrazione dalle 9:30) con il saluto delle autorità e un breve intervento del presidente di Fita Veneto, Aldo Zordan, che presenterà il 27° volume “Fitainscena”, annuario delle compagnie iscritte alla Federazione regionale, con contatti, repertori e trame degli spettacoli.
Per informazioni: Segreteria Regionale e Segreterie Provinciali.
La locandina con il programma (file PDF)
