Federazione Italiana Teatro Amatori - Comitato Regionale Veneto
 
 


  A cura della Redazione
   
   
 
 
Eleonora Duse a 150 anni dalla nascita
NON COPRO LE MIE RUGHE CON IL BELLETTO COLOR PESCA
La vita e il repertorio dell'attrice che rinnovò lo stile recitativo dell'epoca
 
Eleonora Duse nacque il 3 ottobre 1858 a Vigevano, dove i genitori - attori girovaghi originari di Chioggia - erano di passaggio. A quattro anni interpretò Cosetta ne “I Miserabili” di Victor Hugo, mostrando subito il suo innato talento. Dopo varie esperienze artistiche, si mise in luce per alcune notevoli interpretazioni, come quella di Teresa Raquin nel dramma di Zola, nel 1879. A 24 anni ebbe la sua unica figlia, Enrichetta, dall’attore Tebaldo Checchi. Oltre ai grandi classici della letteratura teatrale, la Duse affontò con coraggio anche nuovi autori e talenti emergenti della drammaturgia, guardando con interesse e partecipazione alle sperimentazioni e alle avanguardie. Tra gli autori da lei portati sul palcoscenico Gabriele D’Annunzio, con il quale visse un’intensa e tormentata storia d’amore. Ritiratasi dalle scene prima dei 50 anni, dovette però riprendere il lavoro per superare le difficoltà economiche. Partecipò anche a un film muto, “Cenere”, diretto nel 1916 da Febo Mari e tratto da una novella di Grazia Deledda.
Morì di polmonite nel 1924 a Pittsburg, negli Stati Uniti, al termine di una trionfale tournée. È sepolta ad Asolo, nel Trevigiano, dove sognava di trasferirsi e dove aveva acquistato una casa.

IL REPERTORIO
Accanto ai grandi autori classici del teatro della sua epoca, Eleonora Duse portò sul palcoscenico anche autori allora sconosciuti, esponenti di avanguardie letterarie delle quali si fece paladina e musa ispiratrice: scelte, le sue, spesso non comprese né sostenute dal pubblico, che la preferiva nei panni delle eroine di testi celebri. Tra gli autori che in lei ebbero una straordinaria portavoce vale la pena ricordare Arrigo Boito (con il quale ebbe una relazione amorosa), Giuseppe Giacosa e naturalmente Gabriele D’Annunzio, il grande e tormentato amore della sua vita.
Tra gli autori da lei più amati, sicuramente da citare Ibsen, del quale portò sulla scena molte opere, da “Casa di bambola” a “Hedda Gabler” a “Rosmersholm”, allestimento per il quale la divina poté contare sulle scene firmate da Gordon Craig, grande innovatore del teatro. Di Ibsen ebbe a dire: “Dei duecento lavori che ho recitato ce ne sono forse dieci che amo. Ibsen, sì Ibsen, sempre e soltanto Ibsen”. Tra le sue esibizioni più applaudite, “La signora delle camelie” di Dumas figlio.
La sua recitazione era ricca di umanità, lontana da quella “impostata” del tempo, e influenzata dalle sue intense esperienze di attrice e di donna.
L'innovativo stile di Eleonora Duse la allontanò da qualsiasi categorizzazione secondo i parametri dell'epoca. Ella mutò radicalmente il rapporto tra attore e personaggio, attraverso un faticoso lavoro di penetrazione psicologica in ognuna delle sue eroine. Il totale coinvolgimento che la Duse viveva in ogni rappresentazione, mai significava perdita del controllo e ognuna di queste rappresentazioni era una nuova creazione.

 

 

 

 

 

 
 
   
 
   
Aggiorna i dati della tua    Compagnia
Concorsi per Compagnie e    Autori
Rubrica sulle Leggi
Video degli spettacoli nel
   sito
Scarica i banner di    fitaveneto.org
News dai Comitati
   provinciali


Ricerca un autore, una Compagnia, un titolo o un tipo di spettacolo nell'archivio Compagnie.
Vai

 
BIBLIOTECA ON LINE