Monday 17 Jun 2019

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Lo Stabile del Leonardo fa incetta di premi

Soddisfazioni e tanti premi per la Compagnia Stabile del Leonardo di Treviso. Lo spettacolo "Il Servo di scena " di Ronald Harwood ha vinto la 71esima edizione del Festival Nazionale d'Arte Drammatica di Pesaro. «Non facile - recita la motivazione della giuria - portare in scena un grande classico del teatro del novecento già interpretato da attori veri mostri sacri. Ma la compagnia regge bene il confronto. Scene, regia e soprattutto due prove attoriali di valore assoluto confezionano uno spettacolo coinvolgente e di grande atmosfera. Oltre due ore di tensione che catturano il pubblico nella rappresentazione di teatro a teatro alimentando l'empatia fra sala e palcoscenico sfondando la quarta parete e celebrando così un rito collettivo di grande intensità». 

 Ma a Pesaro la formazione ha conquistato anche due riconoscimenti individuali: il premio "Ivo Scherpiani" al miglior attore, andato a Massimo Pietropoli, per la sua interpretazione di Norman («Per l'interpretazione dal piglio convincente nella quale sono rappresentate con maestria le contraddizioni di un'interiorità complessa. Abile nell'uso della voce e nella presenza scenica, catalizza l'attenzione del pubblico dominando la scena per tutta la durate del gravoso impegno di più di due ore»); e il premio "Alcibiade Della Chiara"per la miglior scenografia («Per la scenografia originale e coraggiosa che ben descrive ciò che mostra e ben racconta le suggestioni di ciò che resta nascosto. I diversi piani scenici si fondano con naturalezza e, aiutati da un disegno luci efficace e dai suoni di ambiente, immergono gli spettatori nella dimensione storica della vicenda, teatrale e meta-teatrale»).

Ottima prova del gruppo, con due vittorie e due menzioni speciali, anche al 3° Festival Nazionale di Teatro Città di Merate con "La Signorina Papillon" di Stefano Benni. Premio per la migliore regia a Giovanni Handjaras («Per la misura con cui ha saputo portare sul palcoscenico un testo ricco e sfaccettato, senza scivolare nell'eccesso per l'amalgama i tempi perfetti delle scene corali, in cui gli attori hanno dato prova di un'ottima padronanza del testo della voce. Per l'eleganza, per la cura con cui ha intrecciato comicità e tragedia, per la capacità di mantenere la tensione drammatica e di dare forma scenica l'inquietudine») e premio allo spettacolo da parte della giuria degli studenti («Uno spettacolo che ha catturato l'attenzione del pubblico fin dalle prime battute per i suoi toni vivaci. Il testo non scontato e la recitazione ottima e convincente. Una rappresentazione ricca di colpi di scena originale e inaspettati, e tali da impedire allo spettatore di formare un giudizio sui personaggi prima che questo venga completamente stravolto, come un'altalena dondolante tra leggerezza e turbamento che non può lasciare indifferenti costringendo chi vi assiste a prendere una posizione» si legge tra l'altro nella motivazione). Le menzioni speciali sono andate a Massimo Pietropoli e Alessandro Pietropoli: «Per la duttilità, che fa sembrare sia l'ambiente circostante ad adattarsi all'attore, perfettamente a proprio agio in una ogni circostanza, e non il contrario; per la capacità di rendere credibile e perfino drammatico l'assurdo e il grottesco» e «Per la versatilità con cui, cavalcando un genere al galoppo, all'improvviso si può cambiare direzione con eleganza e inaspettata Armonia anche quando il roll-back è atteso, come di fronte al dirupo o alle fiamme o ad un evitabile duello. Per l'ottima tecnica, per il carisma, per la parola scorrevole, fluida, impeccabile anche su un testo complesso che la mette a dura prova».

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